Pianificare un viaggio in auto elettrica si basa su tre variabili misurabili: l’autonomia reale del veicolo, la potenza delle colonnine disponibili lungo il percorso e il metodo di pagamento accettato in ogni punto di ricarica. Dall’entrata in vigore del regolamento europeo AFIR nell’aprile 2024, questi parametri stanno evolvendo rapidamente, e le differenze tra colonnine recenti e colonnine più vecchie creano situazioni molto diverse per lo stesso itinerario.
Colonnine di ricarica: confronto degli obblighi in base alla data di installazione
Il regolamento AFIR distingue due categorie di colonnine rapide in base alla loro data di messa in servizio. Questa distinzione cambia concretamente l’esperienza di ricarica durante un lungo viaggio.
| Criterio | Colonnina rapida installata dopo il 13 aprile 2024 | Colonnina rapida installata prima del 13 aprile 2024 |
|---|---|---|
| Potenza minima richiesta | 50 kW e oltre | 50 kW e oltre (rete TEN-T) |
| Pagamento con carta di credito contactless | Obbligatorio fin dall’installazione | Obbligatorio dal 1° gennaio 2027 |
| Fatturazione al kWh (senza contratto) | Obbligatoria | Non garantita prima del 2027 |
| Badge o applicazione richiesti | Non obbligatori per ricaricare | Spesso necessari fino al 2027 |
Sui grandi assi europei, il pagamento con carta di credito senza badge diventa la norma per ogni colonnina recente di 50 kW o più. Per le colonnine più vecchie situate lungo la rete stradale transeuropea, questo obbligo si applicherà dal 1° gennaio 2027.
In pratica, un conducente che percorre un’autostrada dotata di colonnine recenti non ha più bisogno di scaricare diverse applicazioni né di possedere vari badge. Al contrario, su assi secondari o in stazioni più vecchie, il badge rimane spesso l’unico modo per avviare una sessione.
Prima di partire, è utile calcolare un itinerario per auto elettrica con 1 Monde per identificare precisamente quali colonnine si trovano lungo il percorso e anticipare le loro modalità di pagamento.

Autonomia reale in autostrada: le differenze che cambiano la pianificazione
L’autonomia dichiarata dai costruttori segue il ciclo WLTP, misurato in condizioni miste. In autostrada, a velocità stabilizzata tra 120 e 130 km/h, il consumo reale aumenta significativamente rispetto a questo standard.
La perdita di autonomia riscontrata in autostrada varia a seconda dei modelli, ma raggiunge comunemente il 20-40 % rispetto al valore WLTP. Un veicolo dichiarato con 400 km di autonomia WLTP può scendere sotto i 280 km in condizioni autostradali reali, soprattutto in caso di freddo o con l’aria condizionata in funzione.
Questa discrepanza impone di ricalcolare le soste in base all’autonomia effettiva e non al valore di catalogo. Tre fattori aggravano il consumo:
- La velocità: ogni incremento di 10 km/h sopra i 110 km/h aumenta il consumo in modo non lineare, la resistenza aerodinamica cresce con il quadrato della velocità
- La temperatura esterna: il riscaldamento dell’abitacolo in inverno e il condizionamento termico della batteria richiedono molta energia
- Il carico del veicolo: un bagagliaio pieno e diversi passeggeri aumentano il peso, il che si traduce direttamente in kilowattora consumati per chilometro
Un pianificatore di itinerari affidabile integra questi parametri per proporre soste di ricarica adatte al profilo reale del viaggio, non a un valore teorico.
Strategia di soste di ricarica: perché puntare all’80 % cambia tutto
La curva di carica di una batteria agli ioni di litio non è lineare. La potenza di carica diminuisce drasticamente oltre l’80 % di capacità. Concretamente, passare dal 10 all’80 % su una colonnina rapida può richiedere una ventina di minuti su alcuni modelli recenti, mentre i restanti 20 % richiedono talvolta lo stesso tempo.
Questa caratteristica tecnica ha una conseguenza diretta sulla pianificazione: moltiplicare le soste brevi (ricarica dal 20 all’80 %) è più veloce che fare una sola sosta lunga mirata al 100 %. Il tempo totale di ricarica su un viaggio di diverse centinaia di chilometri può variare dal semplice al doppio a seconda della strategia adottata.
Anticipare la fila alle colonnine rapide
Durante i grandi esodi, l’affluenza alle stazioni di ricarica rapida crea file che si aggiungono al tempo di ricarica vero e proprio.
Per limitare questo rischio, funzionano due leve:
- Scaglionare le soste di ricarica rispetto alle aree più affollate, privilegiando stazioni situate leggermente al di fuori delle autostrade
- Partire con una batteria carica al 100 % per rinviare la prima sosta e evitare le zone di congestione vicino alle grandi agglomerazioni
- Utilizzare un pianificatore che mostra la disponibilità in tempo reale delle colonnine, come Chargemap o i sistemi integrati dei costruttori

Pagamento e interoperabilità delle reti di ricarica nel 2026
Il panorama degli operatori di ricarica rimane frammentato. Ogni rete (Ionity, TotalEnergies, Fastned, Allego, le reti locali) propone il proprio sistema di identificazione e fatturazione. Le applicazioni di roaming cercano di unificare l’accesso, ma i prezzi variano notevolmente a seconda che si paghi direttamente o tramite un intermediario.
La fatturazione al kWh, resa obbligatoria sulle colonnine rapide recenti per gli utenti senza contratto, porta una nuova trasparenza. Prima di questa regola, alcuni operatori fatturavano al minuto o a forfait, rendendo quasi impossibile il confronto dei costi tra due stazioni.
La Francia ha superato il traguardo dei 200.000 punti di ricarica pubblici, ma la distribuzione geografica rimane disuguale. Le zone rurali e alcuni assi secondari sono ancora poco attrezzati, il che aumenta la necessità di verificare la copertura prima di intraprendere un itinerario insolito.
Il regolamento AFIR accelera la standardizzazione. Entro il 2027, un conducente di veicolo elettrico che attraversa la Francia sulla rete autostradale potrà teoricamente ricaricare ovunque con la propria carta di credito, senza applicazione né badge. Questa scadenza resta da confermare nei fatti, poiché la messa in conformità delle colonnine esistenti dipende dal ritmo di sostituzione dei terminali di pagamento da parte di ciascun operatore.



